Roma - L’anticipazione apparsa su Nuovi Argomenti 43, luglio-settembre 2008


Nel gioco decorativo la battaglia
Discesa dagli arazzi
Al campo di pallone dei ragazzi
Si sposta alle magliette,
Dalle alabarde a grida
Di grinta alle vetrine in piazza.
E lì è il suo momento
- Perché disturbarlo? -
Di appoggiarsi di nuovo alla panchina
Col gatorade vuoto in mano.
Principalmente di fosforo e calcio
E’ la frazione minerale
Del suo tessuto osseo.
Poi collagene e acqua.
Come nella filogenesi degli equidi
Arriva in campo in piena fioritura
Di polpacci e fianchi.
Copia di aculei d’appoggio
Dalla panchina verde,
Gambe di islamici giovani
Aperte al passaggio.
*
E' la moda dei fanciulli a dorso nudo
Nella pubblicità di detersivi
E coca cola light.
Viene da basket boxing made in Usa
La ferrea rigidità di quelle cosce
Coperte, studiate perché l'occhio batta
Sopra l'ombelico sulle spalle.
Ma l'uscita in campo
Di vecchie pallavolo, quell'incanto
Del football ad arriccio sospensorio.
Quand’era solo piccolo cotone
Tela lavata in casa.
Credo che il calcio sia degenerato
In pari misura all’osceno allungamento
Dei calzoncini degli atleti.
Quei pochi centimetri di stoffa - prima -
Rendevano più umano lo spettacolo
Più dolce
Più italiano.
*
Toni is a girl contenta del bikini
Che si toglie solo lì
In soffitte senza bagno
Dove salgono i magrebini.
Costo cinquecento euro
Ma centrali. Toni is a girl
Now.
*
Da dove la balaustrata prende il mare
Sfiorando con disperata vanità
D’Ostia gli scavi,
I resti oggi si scorgono di quello
Che potrebbe definirsi un edificio
Abitativo urbano di vaste dimensioni,
Una cafonata imperiale con disegni
Geometrici a mosaico e in marmo policromo,
Opus alexandrinum a confrontarsi
Con l’opus novum di un odierno
Evasore totale.
*
Siamo tutti un po’ gibollati all’Ardeatina
Su cinque corsie dove al massimo
Dovrebbero starcene due
Senza caffè alle sette di mattina,
Alcuni furono finiti col calcio del fucile
Sono stati trovati col cranio sfondato
Erano ubriachi alla fine gli assassini
E sbagliavano la mira
Uno era qui accanto all’uscita ostruita
Si era trascinato in agonia.
*
Sembra persino educata
La gente in centro al mattino
Che si è appena alzata
Coi silenzi dei rumori
E i pudori del cielo che si muove.
Qui in via dei Portoghesi te ne accorgi dai passi,
Che alle sette sui sampietrini
Risuonano come silofoni
Scossi da lievi mazzuoli.
E una volta scendendola ho scoperto
Che era via Rasella
La mia scorciatoia mattutina al Quirinale,
Poi vi ho cercato lapidi segnali. Nulla,
Fuor che nero fumo vecchie insegne
Imposte del tempo dell’agguato,
Qualche ciottolo scheggiato.
*
Ma il tuo eroismo muore
Se consegnato al silenzio
O ancora respirerà
Solo perché c’è stato?
Pessoa significa persona in portoghese,
Dunque: maschera. Due giorni prima di morire
Si dice “Sono stanco, sono molto stanco” (Agostino Lombardo)
Oppure “Sono stanco delle telefonate” (Enzo Siciliano).
Nessuno crede veramente alla propria morte,
Se ne fa minaccia per intimorire gli astanti,
Gli amici che aspettano, che non vogliono udire,
Ma non ci si crede.
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