La recensione di Alberto Toni


La poesia di Franco Buffoni in questo “Noi e loro” (Donzelli, 153 pagine, 14,00 euro) è caratterizzata dalla presenza di due figure che interagiscono tra loro: l’omosessuale e l’extracomunitario. Una storia duplice di esclusione, raccontata con toni diversi: nella prima parte “in modo gioioso e candido” e nella seconda invece “in maniera più dolorosa, realistica e consapevole”. Buffoni fa della poesia uno strumento lirico di intervento: poesia colta e nel contempo diretta e intrisa di fisicità. Ma la fisicità di Buffoni, se da un lato rimanda alla rivendicazione di un’etica, nel segno di un riconoscimento di presenza umana dell’escluso, dall’altro si pone come ritratto d’ambiente, evocazione di paesaggi. Come nella pasoliniana “trilogia della vita” qui sono i corpi e i gesti a parlare, ma anche gli odori del Maghreb e del Vicino Oriente: “Le botteghe dei mercanti coi tessuti stesi, / I fondali degli orafi, la piccola moschea…”. Tutto è fisico in questo libro, musicale nella “disuniformità dell’ordine” di una partitura che rimanda a una condizione “purgatoriale”. Buffoni è poeta della coscienza civile, viaggiatore tra ombre e corpi affilati, corpi desiderati per un congiungimento onnivoro. Due mondi a confronto: l’arcaico visto con gli occhi del poeta e la quotidianità volgare, occidentale e globalizzata. Se la visione è reale, pure c’è quella tensione, a volte di totale abbandono, verso un mondo in cui lo sguardo è archetipico, il sesso ancora qualcosa di magico e ancestrale. Il dolore allora consiste nel raccontare l’inappartenenza.
Alberto Toni L’Avanti 25 settembre 2008
Questa pagina è stata stampata dal sito www.francobuffoni.com