Paolo Ruffilli su NOI E LORO


Noi e loro costituisce il terzo tempo di una straordinaria trilogia con cui Franco Buffoni disegna il suo personale percorso: dalla formazione di Più luce padre, alle sue ragioni autobiografiche di ragazzo ventenne degli anni 70 in Reperto 74 e fino all’affermazione del valore sociale e civile, oltre che esistenziale, irrinunciabile dei diritti da salvaguardare da parte degli uomini nella loro vita, in questo suo ultimo libro. Noi e loro infatti ha i suoi punti focali nella lettura di due trafiletti sul “Corriere della Sera” (il suicidio di un ragazzo omosessuale e fatti nei quali erano coinvolti extracomunitari in Piazza del Popolo) e l’esperienza del Gay Pride del 2000. Noi e loro vede delinearsi sullo sfondo due profili-modello di riferimento: l’omosessuale e l’extracomunitario. Due linee che si configurano in altrettanti “ritratti” nel corso della lettura e che invitano ad un progressivo coinvolgimento di chi legge, quasi che per Buffoni la discesa verticale spetti all’interlocutore-lettore piuttosto che all’autore, in un’idea attiva della poesia già testimoniata in altre sue prove. Siamo infatti, come è stato detto già per le altre prove di Buffoni, al cospetto di un punto di vista "orizzontale", ovvero di uno sguardo che ha modo di analizzare e scandagliare le differenze senza perdere la capacità di riportarle allo sguardo, anch'esso differente, del lettore. La bipartizione del libro sembra sintetizzarsi anche nell’appassionata equidistanza dai due mondi anche se, a una prima lettura e a un impatto immediato con i testi, potrebbe invece leggersi una presa di posizione esclusivamente a difesa di chi viene considerato diverso. Nell'auspicio di un abbattimento di barriere, dichiarato fin dal titolo, il libro di Buffoni contiene e sancisce un'affermazione di pari dignità, un rispetto che dal corpo si deve proiettare all’identità. Il corpo, l’attraversamento carnale della conoscenza, è quindi sempre un tramite, una sorta di contro-luce che evidenzia le ragioni di questo libro della piena maturità di Buffoni. Come dichiara lo stesso Buffoni, Noi e loro vuole inoltre recuperare, a ulteriore valenza esistenziale e civile, la gioia del canto della fisicità in opposizione al corpo (e all’amore) vissuti come sofferenza ossessiva nei paesi occidentali.
Paolo Ruffilli
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