La recensione di Alberto Cellotto

La classica storia del manoscritto ritrovato nel cassetto? Certamente questa scena ricorrente percorre le vie della letteratura da secoli, talvolta come espediente, talvolta, in tempi più vicini a noi, come creatrice di aloni di mistero funzionali alla promozione di un libro. Questa volta però Franco Buffoni, tra i massimi poeti italiani e teorico della traduzione tra i più preparati tra quelli che l’Italia conosca, ci racconta la storia di un ritrovamento per parlarci, più o meno esplicitamente, del tempo passato dal momento della scrittura a quello della riscoperta. Il titolo “Reperto 74” sembra prendere le distanze da questo scritto con quell’asciuttezza conferita dall’utilizzo di una parola presa in prestito dal lessico archeologico come “reperto” e la datazione. Il titolo originale di questo racconto lungo che assieme ad altri cinque racconti più recenti compone questo libro era assai diverso: Come fare di vostro figlio un omosessuale. L’autore, nella breve premessa al libro, ci ricorda infatti che all’epoca della scrittura lui era “quello che Moravia allora definiva un omosessuale “organico”, alla Pasolini: caratterizzato da un odio profondo per il padre e da un inscindibile, viscerale legame con la madre”. Oggi, la pubblicazione di questo reperto segna un cambiamento fondamentale nelle convinzioni dell’autore, cambiamento di convinzioni responsabile anche dell’unico intervento sul testo originario, dell’unica violenza sul reperto. Ci racconta l’autore: “… ho tolto il capitolo iniziale, infarcito di citazioni mediche e filosofiche, convinto come sono – oggi – che non è alla domanda su che cosa sia l’omosessualità o su come si “diventi” omosessuali che occorra rispondere, bensì – e molto più dignitosamente – su come siano le sessualità e su come si vivano e su come si vivessero un tempo”.

Alberto Cellotto - CheckOut