Il profilo del Rosa, indice

NELLA CASA RIAPERTA
Una radice ha rotto il vaso
Io sono il lupo di tutti
E qui dove abitava il sarto
Nel mistero profumato
Le donne in cucina le gonne
Al "Ponte della Porcheria"
Era solo una voce di mamma
Avrei detto "Quo vadis?"
Era da un minuto prima
L'odore in settembre
Si chiamavano muga
Non sono i giorni più belli
E quel briciolo di neve
Scendere nottetempo
Lugano e poi Varese

L'ANDARE RABBIOSO
I gridi il canto
Suo padre faceva il guardiano
Che bella la carezza
Trema il muro da anni
Voi che sotto la funivia
Me ne nutro, ci sguazzo
Quella mattina che trovai il gatto ferito
Pendeva lisciati i capelli
Un punto di partenza
Giogaia del sacro monte
Qualcosa di meno amaro
Hanno l'odore di gatto
Questo è il prossimo anno

LE RADICI PIANTATE
Le muse di Montale
L'aria passava la finestra
Come mi fosse rimasta
Usignolo dei millenni
Esibiva in bocca il passero
Guarda come ha le radici
L'alveo inondato
Ossicina delicate ma sicure
Porta Orientale Porta Ticinese
Loro lo sanno
Nel leggere dei santi
Si calcola che nel quattrocento
Le stradine vene fragili
Anche i longobardi
Il momento in cui vola più forte
Si imprugna il cielo
Ho pensato a te, contino Giacomo

LETTO SEMIRIFATTO
Avevo il cuore grosso
C'è sempre un altro
Un più vecchio colore
Tappeti poeti
E nei trentadue anni
Perché anche digerire
La mia vita è breve è neve
O da un Sant'Antonio paralizzato
E se riuscissi dio mio se riuscissi

NATURAM EXPELLAS FURCA
Tecniche di indagine criminale
Nel poroso calcare del corpo
Così stanco ravviva la pista
Il mio vero nome
Eh sì, rifare la squadra
E' la moda dei fanciulli a dorso nudo
Pietra bazar scivolosa
Pitti, gente di cinema
Non capisco che ci sia da guardare
Una stella filante
Sciabole con la carezza
Per ritrovarti nel milleseicento
Idolo a gambe incrociate
Invidioso del tuo tempo

LONTANO DALLE SERE
Filo di barba nudi
Quando era lontano dalle sere
Occhi di monaca
Acquedotti fognature
E quasi ti vedo dentro il fegato
Quando consente per caso quel suono
Dormono sul mare i marinai
In quelle strade dove girano
Sguardi da priore
L'anziana notte si trascina
Ho respirato a fondo il tuo odore
Gioca al mondo
Di quei tre uomini anziani
Chissà perché quest'ansa attira

LA DONNA DEL CIRCO ORFEI
La donna del circo Orfei I
Con l'impeccabile divisa bianca
Stobia Caldara Beltramelli
Sono così venale
Lui che la sede della saracinesca
Come api sul miele
Rigida testa bionda
E anch'io che vivo
Il lago di chi sono
E viene lo spezzarsi
Anch'io come mio padre
E comincio a riconoscere stagioni
Come nelle cartine del seicento
La cavalla incinta
Quando si smette di imparare canzoni
E con quella idea fissa in mente
Coi gatti che saltano sui tronchi
Ripararci anche il naso
La donna del circo Orfei II
Di quando la giornata è un po' stanca