Arrivederci, Morte (Decennale)
Di quando ci incrociammo nel 2001.
Ti offrii anche un caffè
All’oncologico di via Ripamonti,
Sussurrasti: ripasso
Con tatto
E l’accento straniero.

Quella mattina che trovai il gatto ferito
Dove perde l'asfalto la stradina
E diventa sentiero di una villa sola,
Vidi il bianco e il rosso respirava
Gonfiava il corpo ad ogni colpo di fiato
Dalla bocca aperta
Immobile tra un cartoccio di cibo
Un piattino di latte non toccato.
E' lì da ieri disse una voce alle mie spalle
Con in mano altro cibo.
Mi voltai e quella faccia da cristiana
Mi vide raccogliere il mattone
Per lasciarlo cadere esattamente
Con due mani.
Smise il gonfiore urlava barbaro
Mentre scostavo la terra tra le felci.
Impauriva me tutta la notte
La sequenza dei denti a conficcarsi
Nel collo di Cappuccetto Rosso.
Imploravo la chiusura del libro
La cui definitiva distruzione
Concretizzo ora.
Di ogni pagina
E del disegno dei denti.
RECENSIONE A “GUERRA”

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06/11/2011 - 15.18 - Torna alle news - #133