Recensione a NOI E LORO di Flavio Santi su Liberazione-Queer
Continua il canto polifonico di Franco Buffoni, nella realizzazione di un’ideale nuova, moderna Divina Commedia. Se la raccolta Guerra (Mondadori, 2005) era l’inferno, Noi e loro è il purgatorio – fin dal titolo, molto purgatoriale nella condivisione di un destino. Se l’inferno di Guerra andava necessariamente oggettivato, per cui la presenza del proprio personale era ridotta o trasferita a terzi (il padre), qua il coinvolgimento del my self, per usare una categoria whitmaniana cara a Buffoni, entra in gioco direttamente. I “loro” del titolo sono i giovani musulmani che vivono, amano, soffrono, godono, patiscono, e con cui Buffoni si rapporta, in una dialettica corporale ma non solo, anche storica e psicologica, umana e sentimentale, etica e conoscitiva....
09/06/2008 - 21.24 - Link a questa news - #73
Giuseppe Conte su NOI E LORO
Noi e loro è un libro vivo, fremente, intelligente e appassionato, allegro e tragico, lirico e diaristico, pieno di versi che ti rimangono dentro, di immagini che ti colpiscono. E' un libro sull'altro e l'altrove, sul sesso, sull'eros, sull'educazione, sulla religione, sui viaggi, sulla memoria, sulla società di oggi, insomma un libro di gran contenuti in forme sempre adeguate e riuscite. Una poesia come quella a pag. 31 è di una bellezza struggente.
25/06/2008 - 18.31 - Link a questa news - #75
Quelle suore bresciane...
QUELLE SUORE BRESCIANE E VICENTINE
DAL PROFILO FERMO
RIENTRATE ANZIANE DA TERRE DI MISSIONE,
QUEI LORO NIPOTI DALLO SGUARDO ACQUOSO
SUL MENTO UGUALMENTE SCOLPITO
FERMAMENTE DECISI A CONTRASTARE
LE ONDE DELL'IMMIGRAZIONE.
08/07/2008 - 1.44 - Link a questa news - #76
NOI E LORO, Donzelli editore, poesia
"Noi e loro è un libro stratificato di riflessi e latitudini, ma sempre piano nella pronuncia della differenza e di un incanto cercato, salvato fin dentro lo stesso disincanto. Non credo che ci sia un eccesso nella ‘rappresentazione del sesso innocente’. Il senso del rischio della sincerità qui è davvero tutto. Ed è un senso che scorre sulla pelle, sale dal desiderio puro alla coscienza del presente ingiusto, dell’Occidente vergognoso. Ed è un rischio corso non invano".
Fernando Marchiori
25/06/2008 - 18.29 - Link a questa news - #74